L’amore prende il largo, nonostante Alfano.

comunicati stampa, giovani democratici

Nei giorni scorsi, il Ministro Alfano con una lettera ai Prefetti ha chiesto la cancellazione dei registri comunali delle unioni civili, nei quali centinaia di coppie, sia omosessuali che eterosessuali, hanno fino ad oggi iscritto la loro unione avvenuta all’estero per riconoscerla in Italia. Alcuni Sindaci hanno scelto di adottare questi registri proprio per colmare simbolicamente il vuoto legislativo italiano, che priva le coppie che si sono sposate all’estero dei diritti riconosciuti a quelle che si sposano in Italia.
Crediamo fermamente che non possano esistere coppie di serie A e coppie di serie B, e la difficile situazione economica non ci deve far cadere nella volgare disputa tra ciò che è prioritario e ciò che non lo è, né ci deve far dimenticare che nel tema dei diritti civili stanno sia la lotta all’omofobia, sia quella per il riconoscimento delle unioni civili, che non riguardano solo le coppie omosessuali, ma anche le convivenze.
La crisi non può essere il pretesto per rimandare ancora le decisioni su questo tema: la contrapposizione tra la lotta per i diritti civili e l’impegno per uscire dalla crisi è insensata.

Noi Giovani Democratici di Pisa, dopo aver portato avanti nel 2013 una battaglia sul riconoscimento della cittadinanza italiana attraverso il criterio dello ius soli, vogliamo far sentire di nuovo la nostra voce sul tema dei diritti civili. Presenteremo nei Consigli Comunali della provincia una mozione in cui si chiede al Parlamento di riprendere in esame il ddl Scalfarotto, approvando così in tempi rapidi una legge contro omofobia e transfobia, e di fare una legge sulle unioni civili, al fine di garantire parità di diritti e doveri per tutte le coppie, tutelando così ogni forma di convivenza, senza alcuna discriminazione.

In Europa e nel resto del mondo le forze progressiste si battono per garantire pari diritti e pari opportunità di vita a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, come ad esempio Obama negli Stati Uniti con la campagna #LoveisLove o come hanno fatto in passato Hollande e il Parti Socialiste francese con il #MariagePourTous. L’Italia, invece, è l’unico Paese in Europa in cui l’omofobia non è ancora stata riconosciuta come reato. Il divario è notevole.

Stiamo lottando, e continueremo a farlo, perché crediamo che, solo ponendo al centro della discussione politica la persona e i suoi diritti, il nostro Paese potrà fare un decisivo passo in avanti sul piano della piena affermazione del principio di uguaglianza.
Ci auguriamo che il Partito Democratico, il nostro partito, sia in prima fila in questa lotta, dimostrando di avere quel coraggio che troppo spesso è mancato alla politica. Non possiamo più costringere molti innamorati, conviventi, famiglie, a cercare all’estero il riconoscimento del loro status, dei loro diritti e, con essi, dei loro sentimenti.
Che dopo i cervelli non fuggano anche i cuori!

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