Documento della Segreteria Nazionale e dei Segretari regionali per un Partito Democratico Aperto e Plurale

giovani democratici

Scriviamo questo documento per spiegare le ragioni profonde delle nostre dichiarazioni di questi giorni, che hanno contribuito ad animare il dibattito pubblico. Non vorremmo, infatti, che la nostra presa di posizione fosse vista come una semplice proposizione di buonsenso, o come qualcosa di episodico, destinato a rimanere solo un comunicato stampa.

Il Partito Democratico è in questo momento l’asse portante della democrazia italiana. La nostra generazione, nell’attività politica di tutti i giorni, parte da questa convinzione. 

Non era scontato che questo accadesse in una fase così complicata per la vita del nostro Paese. L’esito delle scorse elezioni politiche, l’emergere di forze populiste e antieuropee, il rischio del ritorno di forze razziste e di estrema destra, la lunga crisi di un centrodestra senza più leader: tutti fattori rilevanti che segnalano una ridefinizione complessiva del campo in cui si muove la classe dirigente italiana. Peraltro, questa ridefinizione tocca ogni settore della nostra società: rendite di posizione e corporativismi di ogni genere sembrano venire progressivamente meno di fronte ad una devastante crisi economica ed a un conseguente mutamento dei bisogni, delle necessità, delle aspirazioni della cittadinanza diffusa, sempre più impaurita e scoraggiata in un Paese che sembra non entrare in una nuova stagione di sviluppo.

In questo quadro il PD emerge come l’unica forza di governo “credibile”: lo straordinario risultato del 40% alle elezioni europee, non è la causa, bensì l’effetto di questo processo.
Allo stesso tempo una caratteristica irrinunciabile del Partito Democratico consiste nella grande ricchezza di tradizioni politiche presenti al suo interno. Questo pluralismo, coniugato con un necessario rinnovamento della politica italiana, è alla radice dell’originalità del PD, un partito vivace ed autentico, capace di superare le diverse crisi passate dal nostro Paese. Insomma, a rimanere in piedi in una tale confusione è proprio quella forza nata nel campo del centrosinistra per «quei giovani che avranno vent’anni nel 2020».

Siamo nel 2014, ed i ragazzi che avranno vent’anni nel 2020 hanno preso la prima tessera dei Giovani Democratici. La nostra generazione è costituita dai nativi del PD, quel soggetto politico che sembra essere il principale depositario dei sogni, delle speranze, dei progetti di un Paese intero. In questo senso il PD è il partito della nazione: quella forza che si assume la responsabilità della guida dei processi del Paese e lo fa uscire dalla crisi in cui si trova.
È per queste considerazioni che viviamo con una certa preoccupazione il carattere del dibattito interno al Partito Democratico, facendo molta fatica a seguirlo, comprenderlo, parteciparvi. È questa difficoltà all’origine della nostra insofferenza e delle nostre posizioni.

La discussione è stata offuscata da continue dichiarazioni polemiche, da accuse reciproche di “intelligenza con il nemico”, dal sospetto che si alimentino alternative politiche parallele al Partito Democratico, divenendo sempre più incomprensibile agli occhi dei tanti che vedono nel PD una speranza per il loro futuro.

Vogliamo essere ben chiari: il nostro non è un semplice richiamo alla sua unità. Siamo del tutto consapevoli che, come abbiamo già scritto, il PD è costituito da più anime e da tradizioni diverse, e pensiamo che sia del tutto legittimo che quelle stesse anime si organizzino e si esprimano, facendo vivere il dibattito pubblico. Denunciamo però la scarsa ricerca e il mancato esercizio di quell’attività di incontro e sintesi delle sue tante culture, intelligenze, sensibilità che lo animano: non svolgere questa funzione rende il partito intero più fragile e più permeabile ad interessi esterni, mentre servirebbe la capacità di coniugare la necessaria unità nelle scelte ad una funzionante democrazia interna, rispettosa delle opinioni di tutti.

I Giovani Democratici vogliono aiutare il PD ad interpretare questo ruolo.

Siamo una grande organizzazione, forte di punti di vista differenti, presente in tutti i territori del Paese e con l’ambizione di cambiare se stessa per stare al passo con le nuove sfide che abbiamo di fronte. Riteniamo che, da una parte, il Partito Democratico abbia bisogno di nutrirsi delle idee e dei sogni di una nuova generazione, e, dall’altra, che sia imprescindibile una discussione vera ed aperta.
Per queste ragioni chiameremo quanto prima a raccolta tutte le energie che vogliono contribuire alla proposta del PD: quel popolo largo fatto di lavoratori, studenti, intellettuali, militanti e dirigenti, che, magari silenziosamente, credono nel suo progetto e vorrebbero portare un contributo in più. Vogliamo che quella ricchezza di idee, quella originalità di culture diverse, abbia, in una nuova forma, come luogo di incontro il Partito Democratico: solo così infatti potremo dare vita ad un esperimento originale, vero, in grado di mescolare ciò che veramente serve al PD ed al suo governo.

Questo è il nostro obiettivo: mettere in circolo le idee, farle confrontare, sperimentare nuove forme di discussione anche all’interno del Partito Democratico, e non solamente nelle organizzazioni di corrente.
Questo vuole essere il contributo alla radice del nostro impegno: chiedere al PD di svolgere bene il suo ruolo di asse portante della democrazia italiana e ricordargli di essere una grande comunità. Una comunità di cui il Paese ha maledettamente bisogno.

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