Analisi del voto – Referendum costituzionale 4 dicembre 2016

comunicati stampa, giovani democratici, referendum

Vista l’importanza della discussione e della fase che stiamo attraversando come GD Pisa abbiamo deciso di dare il nostro contributo con un documento che provasse a fare sintesi al nostro interno e metterlo a disposizioni della direzione.

Il risultato elettorale di domenica 4 Dicembre, al netto della forte partecipazione che rappresenta un buon segnale per la nostra democrazia, è chiaro: oltre 19 milioni di italiani hanno bocciato il D.L Renzi – Boschi, che apportava alcune modifiche alla seconda parte della nostra Costituzione. Il voto, vuoi per l’eccessiva personalizzazione del Presidente Renzi, vuoi per il disagio economico sociale ancora forte e presente, soprattutto in alcune aree territoriali e in alcune fasce sociali, si è trasformato in un voto pro o contro Renzi, il suo governo e le sue politiche.

Di seguito esprimiamo alcune considerazioni fondamentali sul voto:

  1. Il 4 dicembre si votava su una riforma che cambiava alcuni aspetti del nostro sistema istituzionale, in primis il superamento del bicameralismo paritario e la revisione del rapporto tra Stato e Regioni. Come GD Pisa abbiamo sostenuto convintamente il Sì promuovendo comitati ed iniziative in giro per la provincia, provando a stare sempre nel merito della riforma ed ad andare oltre gli slogan e le semplificazioni che ci sono state sia da parte del fronte del Sì ma anche dal fronte del No. Abbiamo sostenuto questa riforma perché era giusta e serviva al Paese: una riforma nata in una legislatura difficile e complicata, senza una maggioranza uscita dalle urne; una legislatura che ha portato alla rielezione di Napolitano e alla nascita del governo di larghe intese, ridottesi a seguito dell’uscita dalla maggioranza di Governo di Forza Italia. Sia durante il governo Letta, che durante il governo Renzi, il tema delle riforme istituzionali è stato al centro del dibattito politico: si voleva infatti promuovere una riforma condivisa per dare al Paese un nuovo quadro costituzionale che attende da ormai oltre 30 anni. Siamo partiti con una riforma condivisa da tante forze politiche: tra queste anche diverse dell’opposizione, per poi arrivare alla fine del percorso parlamentare con una riforma figlia soltanto di una maggioranza politica o poco più.    Qui poi è entrata in gioco la personalizzazione che non ha aiutato a spiegare a volte una riforma giusta e condivisibile, che ha portato le opposizioni ad usare questo referendum per mandare a casa Renzi e il suo governo inserendo nel dibattito, fatta qualche eccezione, tutto meno che i contenuti della riforma costituzionale.
    Col voto di domenica 4 dicembre abbiamo senza dubbio perso un’occasione, e possiamo già chiederci quando e come saranno cambiati alcuni aspetti critici della nostra Costituzione.   Ci auguriamo che questa sia l’ultima volta di una Costituzione cambiata a maggioranza e che con la prossima legislatura si avvii una seria discussione tra tutte le forze politiche sulle modifiche da apportare alla seconda parte della nostra Carta Fondamentale.
  1. La provincia di Pisa rientra tra le 12 province dove ha prevalso il Sì. Abbiamo vinto per una manciata di voti, un centinaio. Se vi sono alcune zone in cui il risultato è stato migliore rispetto alla media nazionale, non possiamo nascondere le preoccupazioni per un esito referendario tutt’altro che positivo. Abbiamo perso in tutti i comuni dell’area pisana, teniamo in quasi tutta la Valdera e il Valdarno e abbiamo perso in buona parte delle Val di Cecina. Il Sì ha vinto in tre Regioni: Trentino Alto Adige, Emilia – Romagna e Toscana. In Toscana il Sì ha prevalso con oltre 100 mila voti sul No, anche qui una vittoria di misura ma che alla fine è pur sempre una vittoria. Vinciamo in tutte le provincie della Toscana centrale. Perdiamo invece, fatta eccezione di Pisa, in tutte le province della Costa Toscana, là dove la crisi economica ed occupazionale è ancora forte e si sente. La Giunta Regionale e la Commissione Costa stanno provando a dare alcune risposte, ma serve anche la voce del nostro partito, che non può delegare tutto agli eletti, altrimenti viene meno la funzione stessa di partito. Su questo deve lavorare anche la nuova segreteria che è stata presentata nella precedente direzione. Su scala nazionale il dato è ancora più drammatico: abbiamo perso praticamente in tutte le regioni e la risposta più forte è arrivata dal Mezzogiorno dove ha prevalso il No praticamente ovunque in Sicilia e Sardegna con oltre il 70% e soprattutto dai giovani. I primi flussi elettorali ci dicono che nei 100 comuni con più alto tasso di disoccupazione il no ha vinto col 65.8%, mentre nei 100 comuni con il tasso più basso di disoccupazione il Sì ha ottenuto il 59% dei consensi. Così come nelle grandi aree urbane e metropolitane, vinciamo nei centri storici e perdiamo nelle periferie. Questi dati si collegano poi ai flussi per categorie che ci vedono perdenti tra le categorie sociali più deboli e disagiate. In questi anni tante cose sono state fatte dal governo, alcune buone altre meno, ma non è tempo ora di fare bilanci dei 1000 giorni del governo Renzi: pensiamo che ci sarà modo di farlo in altre occasioni. Abbiamo provato a dare risposte come Partito e come governo, e vorremmo che fosse chiaro questo passaggio: le politiche o le leggi di bilancio sono state votate dal PD, quindi sono patrimonio di una comunità politica, la nostra che è quella del Partito Democratico. Abbiamo fatto leggi importanti sul sociale, sui diritti, abbiamo provato a dare risposte ad un mondo dell’impresa che soffre la crisi e la competizione globale, ai pensionati, agli insegnati dando loro un contratto a tempo indeterminato, al Sud con le decontribuzioni e i patti con le singole Regioni e città, e l’elenco potrebbe continuare. E’ mancata a nostro avviso una attenzione sui giovani e sulla povertà. E’ tempo di bilanci e di analisi ma anche di ripartenza e di proposta nuova.
  1. Il voto giovanile per noi rappresenta un ulteriore sconfitta. Noi che dovremmo rappresentare la nostra generazione, in questi anni forse non siamo stati in grado di capirne a sufficienza i bisogni e le esigenze.Nel nostro partito a volte si è preferito parlare dei giovani e non con i giovani, e questo è un elemento di analisi che sentiamo e percepiamo anche noi. Secondo i dati di DEMOS nella fascia di età che va dai 25 ai 34 anni 7 giovani su 10 hanno votato contro la riforma, tra i 18 e i 24 anni solo il 57%, che comunque rimane un numero considerevole. Chiaramente si tratta di un voto di protesta di una generazione che nata a cavallo della globalizzazione e del crollo del muro di Berlino ha conosciuto la precarietà del lavoro e le diseguaglianze sociali che la crisi ha aumentato ma che vengono da lontano. Come ha scritto bene Massimo Panarari su La Stampa “L’American dream declinato per tutti i Paesi occidentali consisteva anche – e, forse, soprattutto – nell’idea della mobilità e dell’ascensore sociale, che qui da noi si scontrava già (a parte qualche finestra di opportunità apertasi, e richiusasi, nei decenni scorsi) con una rigidità di fondo e una situazione ingessata con taluni tratti da “Antico Regime”. Il Sogno si è spento, e i nodi arrivano al pettine. La protesta, passata attraverso questo massiccio voto reattivo, va ascoltata con grande attenzione e preoccupazione, perché uno spettro si aggira per l’Italia (e non solo), e ha il volto terreo ed emergenziale della questione giovanile”. Per noi Giovani Democratici questo dovrà essere il cruccio principale e il centro dell’analisi e della futura proposta politica, provando anche ad immaginare una comunicazione e presenza sul web diversa rispetto a quella attuale, anche e soprattutto perché molti giovani si informano sul Web e spesso vengono attirati da fake o bufale, queste ultime spesso false e piene di contenuti violenti.

A seguito di questa analisi, i Giovani Democratici di Pisa ribadiscono la loro disponibilità, come quella delle tante Federazioni della Toscana, a lavorare per recuperare il consenso perduto, anche e specialmente quello della nostra generazione.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...