Amministrative 2016, il sostegno del segretario Sabatino per i candidati

comunicati stampa, Elezioni, giovani democratici

Si chiude oggi la campagna elettorale delle amministrative 2016, che vede 4 comuni al voto nella nostra provincia: Cascina, Vecchiano, Buti e Santa Luce. Anche in questa tornata elettorale i Giovani Democratici di Pisa sono stati protagonisti con tanti ragazzi candidati, vecchi e nuovi iscritti, che col loro impegno e la loro passione hanno animato le rispettive campagne.

“Sono l’esempio e l’orgoglio della giovanile, – ha dichiarato Oreste Sabatino, segretario provinciale GD – ragazzi che nel momento più alto della sfiducia da parte dei più giovani nella politica e nei partiti, decidono di metterci la faccia per il bene e il futuro della propria comunità.

A Lorenzo Ragaglia, Andrea Monticelli, Sara Cerrai, Sara Quintavalle, Francesco Bertelli (Cascina), a Ilaria Santini (Vecchiano) e infine a Lorenzo Giusti e Agnese Caturegli (Buti) va il mio sostegno e il mio in bocca al lupo, così come ai 4 candidati a sindaco Alessio Antonelli, Massimiliano Angori, Alessio Lari e Giamila Carli.

Forza ragazzi siate i protagonisti dell’oggi che guardano al domani con occhi diversi”.

Ricominciamo ad andare fuori: c’è un mondo che ci aspetta.

comunicati stampa, giovani democratici

La politica è passione, senso civico, voglia di aprirsi all’esterno e non chiudersi in calcoli aritmetici.
In questi mesi i giovani impegnati nel PD pisano hanno deciso di metterci la faccia, di raccontare le proprie storie, di condividere con le tante persone con le quali da anni si confrontano giornalmente, questa difficile ma emozionante sfida.

La candidatura di Alessandra Nardini, 27 anni, studentessa di Medicina, impegnata nell’associazionismo e già consigliera comunale con delega, è nata proprio da un confronto duro ma entusiasmante dentro la Direzione provinciale dei Giovani Democratici, i quali – all’unanimità – le hanno chiesto di provare a portare qualcosa di nuovo in Toscana con la freschezza, l’entusiasmo e la forza di una nuova generazione.

In queste settimane abbiamo riscontrato un grande entusiasmo da parte di tutte quelle donne e quegli uomini iscritti al PD in Provincia di Pisa che ci hanno permesso di presentare la candidatura per primi, consegnando le firme una settimana prima del termine previsto. La raccolta delle firme è stata impegnativa, ma incontrare persona per persona ogni sottoscrittore, confrontarsi e chiedere loro un impegno diretto, ci ha permesso di capire quali sono le istanze nei vari territori e ci ha fatto crescere.
Poi qualcosa si è rotto. Come un fumettista che si ferma a metà e lascia la storia dentro la matita. Il 7 aprile la Direzione provinciale del PD doveva prendere atto delle 8 candidature presentate per gli 8 posti disponibili. Un’occasione che poteva essere di festa non solo per noi, che abbiamo deciso di sfidare i giganti, ma per tutta la comunità del PD pisano.
E’ stata una grande delusione vedere quella sera che oltre 2000 firme raccolte complessivamente dai candidati, segno della fiducia delle tante persone che nei territori credono ancora nella politica e nella capacità di confronto e discussione del PD, perdevano di fatto significato a causa dell’assenza di molti, troppi delegati.

Siamo giovani, probabilmente la candidatura più giovane del PD in Toscana. Non conosciamo movimenti, regole, accordi. Non ci interessano. Riteniamo che la normale dialettica interna al partito, laddove presenti delle incomprensioni e delle divisioni, debba essere esposta e risolta all’interno dei organi del partito e non manifestandolo all’esterno. Una volta che abbiamo chiaro “dove vogliamo andare”, è nostro dovere andare a raccontare la nostra idea di Paese, e in questo caso di Regione all’esterno, fuori. A coloro che probabilmente non andranno a votare. A coloro che sanno che il giorno dopo le elezioni avranno qualche rimorso in più, ma sempre i soliti problemi che giornalmente devono affrontare. A coloro che sperano in un vero cambiamento.
Non entriamo nel merito delle vicende. La nostra candidatura è slegata da logiche correntizie e su quello continueremo a lavorare. Se proprio non interessa dare un senso di unità dentro il Partito, diamo un senso a tutti quegli iscritti che hanno messo la propria firma, a tutte quelle persone che in questo mese hanno girato la provincia per raccontare la propria storia.

Il messaggio che arriva dal PD nazionale, con il rinnovamento portato da Renzi dopo l’ultimo congresso, è chiaro: rompiamo i vecchi schemi.
Ecco, rompiamoli davvero: iniziamo a raccontarci all’esterno, usciamo dai centri di interesse, spazziamo via elenchi o affiliazioni, proviamo a valorizzare tutte le esperienze e le competenze che tra noi esistono.
Sono certo che in questa fase, dove serve un forte rinnovamento, tutti e 4 i candidati maschili avranno voglia di valorizzare in modo coerente la candidatura di Alessandra, non solo perché è una giovane donna, ma perché fuori dagli schemi che proviamo a combattere.
Dimostriamo che questo partito è pronto a dare spazio ai giovani che non stanno dentro a giochi e giochetti, ma che hanno voglia di scegliere verso quale porto andare ed indirizzarne il vento.

Matteo Trapani,
Resp. Giustizia e Riforme in Segreteria nazionale GD
Segretario provinciale GD Pisa

Documento della Segreteria Nazionale e dei Segretari regionali per un Partito Democratico Aperto e Plurale

giovani democratici

Scriviamo questo documento per spiegare le ragioni profonde delle nostre dichiarazioni di questi giorni, che hanno contribuito ad animare il dibattito pubblico. Non vorremmo, infatti, che la nostra presa di posizione fosse vista come una semplice proposizione di buonsenso, o come qualcosa di episodico, destinato a rimanere solo un comunicato stampa.

Il Partito Democratico è in questo momento l’asse portante della democrazia italiana. La nostra generazione, nell’attività politica di tutti i giorni, parte da questa convinzione. 

Non era scontato che questo accadesse in una fase così complicata per la vita del nostro Paese. L’esito delle scorse elezioni politiche, l’emergere di forze populiste e antieuropee, il rischio del ritorno di forze razziste e di estrema destra, la lunga crisi di un centrodestra senza più leader: tutti fattori rilevanti che segnalano una ridefinizione complessiva del campo in cui si muove la classe dirigente italiana. Peraltro, questa ridefinizione tocca ogni settore della nostra società: rendite di posizione e corporativismi di ogni genere sembrano venire progressivamente meno di fronte ad una devastante crisi economica ed a un conseguente mutamento dei bisogni, delle necessità, delle aspirazioni della cittadinanza diffusa, sempre più impaurita e scoraggiata in un Paese che sembra non entrare in una nuova stagione di sviluppo.

In questo quadro il PD emerge come l’unica forza di governo “credibile”: lo straordinario risultato del 40% alle elezioni europee, non è la causa, bensì l’effetto di questo processo.
Allo stesso tempo una caratteristica irrinunciabile del Partito Democratico consiste nella grande ricchezza di tradizioni politiche presenti al suo interno. Questo pluralismo, coniugato con un necessario rinnovamento della politica italiana, è alla radice dell’originalità del PD, un partito vivace ed autentico, capace di superare le diverse crisi passate dal nostro Paese. Insomma, a rimanere in piedi in una tale confusione è proprio quella forza nata nel campo del centrosinistra per «quei giovani che avranno vent’anni nel 2020».

Siamo nel 2014, ed i ragazzi che avranno vent’anni nel 2020 hanno preso la prima tessera dei Giovani Democratici. La nostra generazione è costituita dai nativi del PD, quel soggetto politico che sembra essere il principale depositario dei sogni, delle speranze, dei progetti di un Paese intero. In questo senso il PD è il partito della nazione: quella forza che si assume la responsabilità della guida dei processi del Paese e lo fa uscire dalla crisi in cui si trova.
È per queste considerazioni che viviamo con una certa preoccupazione il carattere del dibattito interno al Partito Democratico, facendo molta fatica a seguirlo, comprenderlo, parteciparvi. È questa difficoltà all’origine della nostra insofferenza e delle nostre posizioni.

La discussione è stata offuscata da continue dichiarazioni polemiche, da accuse reciproche di “intelligenza con il nemico”, dal sospetto che si alimentino alternative politiche parallele al Partito Democratico, divenendo sempre più incomprensibile agli occhi dei tanti che vedono nel PD una speranza per il loro futuro.

Vogliamo essere ben chiari: il nostro non è un semplice richiamo alla sua unità. Siamo del tutto consapevoli che, come abbiamo già scritto, il PD è costituito da più anime e da tradizioni diverse, e pensiamo che sia del tutto legittimo che quelle stesse anime si organizzino e si esprimano, facendo vivere il dibattito pubblico. Denunciamo però la scarsa ricerca e il mancato esercizio di quell’attività di incontro e sintesi delle sue tante culture, intelligenze, sensibilità che lo animano: non svolgere questa funzione rende il partito intero più fragile e più permeabile ad interessi esterni, mentre servirebbe la capacità di coniugare la necessaria unità nelle scelte ad una funzionante democrazia interna, rispettosa delle opinioni di tutti.

I Giovani Democratici vogliono aiutare il PD ad interpretare questo ruolo.

Siamo una grande organizzazione, forte di punti di vista differenti, presente in tutti i territori del Paese e con l’ambizione di cambiare se stessa per stare al passo con le nuove sfide che abbiamo di fronte. Riteniamo che, da una parte, il Partito Democratico abbia bisogno di nutrirsi delle idee e dei sogni di una nuova generazione, e, dall’altra, che sia imprescindibile una discussione vera ed aperta.
Per queste ragioni chiameremo quanto prima a raccolta tutte le energie che vogliono contribuire alla proposta del PD: quel popolo largo fatto di lavoratori, studenti, intellettuali, militanti e dirigenti, che, magari silenziosamente, credono nel suo progetto e vorrebbero portare un contributo in più. Vogliamo che quella ricchezza di idee, quella originalità di culture diverse, abbia, in una nuova forma, come luogo di incontro il Partito Democratico: solo così infatti potremo dare vita ad un esperimento originale, vero, in grado di mescolare ciò che veramente serve al PD ed al suo governo.

Questo è il nostro obiettivo: mettere in circolo le idee, farle confrontare, sperimentare nuove forme di discussione anche all’interno del Partito Democratico, e non solamente nelle organizzazioni di corrente.
Questo vuole essere il contributo alla radice del nostro impegno: chiedere al PD di svolgere bene il suo ruolo di asse portante della democrazia italiana e ricordargli di essere una grande comunità. Una comunità di cui il Paese ha maledettamente bisogno.